Nuovo alert Pil Italia, Istat: crescita interrotta, debolezza anche nei prossimi mesi
Dal fronte macro arriva un nuovo schiaffo all’ottimismo del governo Renzi. Nella nota mensile relativa all’economia italiana, l’Istat ha scritto che la fase di crescita è stata interrotta. Di fatto, dopo la crescita dei trimestri precedenti, nel secondo trimestre 2016 il Pil ha subito una battuta d’arresto, segnando una variazione nulla su base congiunturale. (in realtà la conferma di tale performance era arrivata già lo scorso venerdì).
La variazione rispetto al secondo trimestre 2015, si legge ancora nella nota mensile dell’Istat, è stata pari allo 0,8%, in calo rispetto all’1% registrato nel primo trimestre. L’indicatore anticipatore dell’economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un “proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana”. Il problema rimane l’outlook, con l’Istat che sottolinea che appunto la debolezza continuerà anche nei prossimi mesi.
L’arresto della fase di crescita è avvenuto “dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell’offerta dalla caduta produttiva del settore industriale”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.