Mps, Consob e l’incubo Alexandria. Nuovi problemi per la banca
MILANO (WSI) – Si dimostra tonico oggi a Piazza Affari il titolo MPS con un progresso dell’1,65%, in un contesto di euforia sui mercati per il rialzo dei tassi di intesse da parte della Federal Reserve degli Usa che ha avviato una fase in cui, stando alle stesse dichiarazioni di Janet Yellen, in cui si adotterà una politica monetaria restrittiva, comunque graduale. Rispetto al FTSE MIB, l’andamento di Banca Mps nella settimana mostra una forza minore del titolo, possibile preda dei venditori.
A fine settembre la banca senese aveva annunciato la chiusura del caso Alexandria, messo in piedi con la gestione di Mussari e Vigni al fine di finanziare l’acquisto di Antonveneta da cui è partito lo scandalo che ha travolto il Monte dei Paschi dal 2013. Oggi la Consob ha reso noto che lo stesso dossier deve essere contabilizzato come un derivato, costringendo così Rocca Salimbeni a rimettere mano ai conti del 2014 e del 1° semestre del 2015. In prospettiva un possibile effetto fiscale negativo per 130 milioni di euro nell’anno in corso.
Breaking news
Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.