Mps Capital Services: cambio euro/franco svizzero verso 1,20
NEW YORK (WSI) – Gli analisti di MPS Capital Services confermano la view di un cambio EurChf in rialzo nel corso del 2016. “Soprattutto un ulteriore calo del cambio sembra alquanto improbabile il governatore della SNB, Jordan non ha escluso addirittura interventi diretti sul forex al fine di frenare l’apprezzamento della divisa elvetica” scrivono gli esperti in una nota, specificando che “il cambio EurChf potrebbe tornare in prossimità dell’1,20 per la fine dell’anno, livello chiave fino ad inizio 2015 quando fu rimosso dalla SNB, a sorpresa, il floor sul cambio. Abbiamo comunque leggermente rivisto al ribasso le nostre stime in vista di una tendenziale debolezza dell’euro a partire da giugno quando l’eventuale agenda elettorale (possibili elezioni anticipate in Spagna e referendum Brexit) potrebbero mettere leggermente sottopressione la divisa unica”.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play