Mps -3% dopo nota bond. BP e BPM a fondo, titoli -5%. Rumor Bce

23 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Indice Ftse Mib in calo, cede lo 0,80% circa a quota 16.392,35 punti. Tra i titoli Mps rimane osservata speciale dopo le notizie rese note dalla stessa banca nell’integrazione richiesta dalla Consob sui punti all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria convocata per domani.

Mps stima di raccogliere 1.043 milioni di euro dall’offerta di acquisto dei bond subordinati e successiva conversione dell’importo in nuove azioni Mps. Dalla nota risulta anche che Consob ha richiesto a MpsMps “di integrare, a partire dalla prossima relazione finanziaria al 31 dicembre 2016, le relazioni finanziarie annuali e semestrali e i resoconti intermedi di gestione, “con le informazioni riguardanti lo stato di implementazione del piano industriale approvato in data 24 ottobre 2016, evidenziando gli scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti”. Il titolo sconta le incognite dell’operazione sia di conversione dei bond che in generale di quella dell’aumento di capitale e cede oltre -3% a 0,2126 euro.

Dalla nota emerge anche che dai bond-people, gli investitori retail che avevano investito nel Bond subordinato Upper2 2008-2018, la banca prevede un corrispettivo di 208 milioni da convertire poi in azioni di nuova emissione Mps. L’offerta sul bond 2008-2018 riguarda un ammontare nominale di 2,062 miliardi, 100 milioni in meno dell’intera offerta. Probabile che il gap (100 milioni) rifletta la parte massima riacquistabile da Mps in relazione ai suoi obblighi di market maker sul titolo trattato sulla piattaforma DDT di Mps Capital Services.

I costi vivi dell’operazione di risanamento di Mps si attesteranno a 448 milioni di euro. Nel dettaglio: l’aumento di capitale costa 170 milioni, la cartolarizzazione 69 milioni, la conversione dei bond subordinati 22 milioni, il Piano industriale 2 milioni, altre voci 6 milioni, poi altri 179 milioni relativi a cartolarizzazione-perdita di due prestiti subordinati.

Sotto pressione sull’indice Ftse Mib anche altri titoli bancari. A guidare le flessioni sono, in particolare, BP e BPM, che cedono oltre il 5%.

Pesano le indiscrezioni pubblicate oggi dal Sole 24 Ore sull’adeguatezza dei livelli di copertura del portafoglio Non-Performing. Secondo quanto riportato, nel corso dell’ultima ispezione, la Bcela Bce avrebbe individuato la necessità di procedere a rettifiche aggiuntive per 1-2 miliardi, anche se ciò potrebbe non richiedere una nuova ricapitalizzazione.

Tuttavia sui titoli pesa lo scetticismo di alcuni analisti. Focus sulla nota di Icbpi, che fa notare che i dubbi sulla qualità del credito del nuovo gruppo Bp-Bpm circolano da tempo.