Morgan Stanley ottimista sull’azionario: ecco la sua Borsa preferita per il 2017
Il consiglio degli analisti di Morgan Stanley per il 2017 non poteva essere più chiaro: vendete titoli del credito e comprate titoli azionari. Si tratta del consiglio di investimento diametralmente opposto a quello dato un anno esatto fa ai suoi clienti.
Nell’ultimo rapporto sull’outlook globale strategico per l’anno prossimo, Morgan Stanley segnala che la “Grande Rotazione” è in atto – l’idea coniata da Bank of America Merrill Lynch cinque anni fa e che consiste nello spostamento dei propri investimenti dal mercato dei bond a quello dell’azionario. Morgan Stanley ritiene tuttavia che la migliore scommessa non sia negli Stati Uniti e nelle sue Borse, come molti investitori credono e sembrano favorire al momento. La piazza finanziaria preferita di Morgan Stanley è invece il Giappone, che può giovare di “valutazioni attraenti” e una certa “forza ciclica”.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play