Mercati: in dicembre prevista maggiore volatilità

19 Novembre 2015, di Daniele Chicca

Di Tim Edwards, Senior Director, Index Investment Strategy di S&P Dow Jones Indices

Guardando all’andamento del VIX, l’indice della volatilità, si nota come il sentiment di mercato sia stato molto altalenante nell’ultimo mese. Il Vix ha chiuso a quota 16,85 ieri, poco più su rispetto al mese scorso. L’azionario Usa è ben impostato per chiudere in rialzo per il settimo anno consecutivo. Anche se i mercati dovrebbero attraversare un mese di dicembre senza grandi sbalzi, le speculazioni sulle misure della Fed che potrebbero sostenere il VIX. A maggior ragione per il fatto che i contratti sul VIX scadono in concomitanza con l’annuncio della Fed a metà dicembre.

Nel breve non dovrebbero esserci grandi variazioni, come dimostra anche l’andamento dell’indice a una settimana CBOE Short Term Volatility Index, che quota 13,33 punti, a un livello relativamente basso rispetto al VIX. Ma i mercati creditizi sono nervosi. Gli spread dei titoli ad alto rendimento Usa hanno continuato a muoversi in rialzo da fine 2013 a oggi, aumentando di ulteriori 12 punti base nel mese. Si è inoltre registrata una certa volatilità nell’oro, nell’euro e nell’azionario europeo. Il metallo prezioso continua la sua fase ribassista e dovrebbe chiudere la settimana ai minimi di sei anni.

Più della metà degli indici di volatilità a disposizione hanno chiuso sopra la media mobile a 200 giorni. La velocità e fragilità dei mercati si è attenuata rispetto ad agosto, ma è ancora presto per cantare vittoria in questo senso. Basti pensare che dei misuratori di volatilità solo l’indice S&P 500 Dynamic VEQTOR Index ha fatto meglio del mercato generale questo mese. Anche chi ha venduto nel mercato delle opzioni ha tenuto la strategia corretta.