Mercati, cosa attendersi dopo che la Fed ha cambiato registro

19 Novembre 2015, di Daniele Chicca

Di Matteo Paganini, Chief Analyst, Fxcm Italia

La reazione dei mercati ai verbail in cui la Federal Reserve ha cambiato il ‘wording’ è stata incerta all’inizio, con il dollaro acquistato, per poi lasciare spazio velocemente a vendite di biglietto verde, di fronte a Borse che hanno iniziato a salire e che, soltanto in Asia sul Nikkei hanno mostrato delle prese di profitto durante la notte, trainando con esse il USD/JPY, che poi è andato a ricorrelarsi nel brevissimo termine con le vendite di dollaro che hanno ricominciato, timidamente, ad affacciarsi sul mercato a partire da stamattina.

Il dollaro americano è stato venduto immediatamente contro le altre major (EUR/USD, GBP/USD ma soprattutto AUD/USD, NZD/USD e USD/CAD), il che significa che gli investitori stavano cominciando a dare più importanza alle vendite di dollaro (“dollaro centrismo”) piuttosto che all’appetito per il rischio, il che a sua volta denota come i rialzi avvenuti sulle borse americane ed europee in mattinata non abbiano attirato la totalità dei flussi di capitale (situazione del rischio ancora incerta, le partenze di storni non sono da escludere).

Il biglietto verde potrebbe non aver terminato la propria salita in vista del primo rialzo, e le vendite che si sono susseguite potrebbero essere ascritte all’interno di scenari di indebolimento potenzialmente temporaneo, dopo il quale potrebbe essere possibile valutare eventuali apprezzamenti del biglietto verde.

Sul fronte borse, il fatto che l’S&P500 sia riuscito a riportarsi sopra quota 2,070.0 potrebbe essere indice di potenziali ulteriori ricerche di rendimenti (che non si trovano sugli obbligazionari) prima della partenza di storni più importanti dovuti a potenziali riallocazioni di rischio nei portafogli (dai listini agli obbligazionari).