M&A, American Apparel: no a Opa da 300 milioni di dollari
NEW YORK (WSI) – American Apparel, catena di abbigliamento fondata a Los Angeles, ha respinto l’offerta di acquisizione del valore di 300 milioni di dollari presentata da una cordata di investitori che comprende Hagan Capital Group e Silver Creek Capital Partners.
A spingere verso il secco rifiuto la notizia che a gestire l’operazione era sì la divisione private equity di PressPlay Global, ma insieme a questi investitori sarebbe ritornato il fondatore ed ex chief executive Dov Charney, cacciato nell’estate del 2014 dopo accuse di molestie sessuali e sostituito da Paula Schneider. In agosto il gruppo aveva comunicato di non avere abbastanza cassa per andare avanti più di 12 mesi.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.