Inflazione, Germania non riesce a spingere in rialzo i prezzi dell’area euro
Nonostante la lettura più elevata del previsto dell’inflazione in Germania, la locomotiva europea non riesce a trainare al rialzo l’indice dei prezzi al consumo in tutta l’area euro. In settembre (dati preliminari) l’inflazione si è espansa del 2,1% su base annuale, come da attese.

L’inflazione di fondo (‘core’) è calata rispetto ad agosto e si colloca a un livello inferiore a quello previsto. Non è un dato incoraggiato per la Bce di Mario Draghi e la sua retorica sulla strategia di politica monetaria. Ed è una cattiva notizia per l’euro.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.