Il dilemma della Fed che minaccia di far capitolare i mercati
Il paradosso per i mercati e per la Fed è che proprio il miglioramento quasi inaspettato dei fondamentali economici, che hanno ridotto le possibilità di una recessione, costituisce “la maggiore minaccia ai rendimenti di mercato Usa nella seconda metà dell’anno”. Lo scrive Standard Life Investments in un a nota, ponendo l’accento sul dilemma che attanaglia le menti dei banchieri centrali americani.
“Il miglioramento dei fondamentali ciclici ha senza dubbio aiutato a supportare gli asset rischiosi negli ultimi mesi”, ma il motivo principale per cui le Borse sono salite è che “per il mercato le probabilità che ci sia più di un rialzo dei tassi da qui alla fine del 2017 sono inferiori al 50%”.
C’è ora il rischio che una stretta monetaria possa avviare una fase ribassista in Borsa. Sono due i fattori principali citati dagli analisti che impedirebbero alla Fed di aumentare i tassi già a luglio (economia e occupazione interne deboli, possibile ricaduta destabilizzante della Brexit). E questi si sono risolti favorevolmente, quindi la Fed potrebbe iniziare a segnalare che i prossimi rialzi dei tassi arriveranno prima di quanto il mercato si aspetta.
“Questo, a sua volta, potrebbe eliminare uno dei pilastri che hanno guidato verso l’alto i rendimenti di tutte le asset class negli ultimi mesi”.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.