Glencore, dal baratro alla possibile nascita di un gigante dell’agricoltura

24 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Il gruppo commerciale di materie prime e prodotti agricoli Glencore è passato in un anno di tempo dall’essere sull’orlo del fallimento finanziario a dare la caccia a un rivale attrezzato come Bunge. Una fusione del genere, la cui ipotesi è stata confermata dallo stesso gruppo anglo svizzero, porterebbe alla nascita di un vero e proprio gigante del settore agricolo e permetterebbe a Glencore di dominare il mercato commerciale americano dei sementi. L’industria dell’agricoltura, messa sotto pressione dal calo dei prezzi, vive un periodo di transizione che è scandito da operazioni di fusione e acquisizione (M&A).

Martedì sera, prima dell’assemblea generale, il gruppo attivo nello scambio di merci Glencore ha confermato le voci secondo cui l’azienda ha messo gli occhi sull’azienda commerciale Bunge, che è stata avvicinata per parlare di un “potenziale raggruppamento consensuale” delle due aziende. Se così fosse, l’operazione darebbe luce a un titano del settore, in grado di gestire l’acquisto e la vendita di frumento sul mercato americano. La filiale agricola di Glencore vale 21,9 miliardi di dollari e ha generato il 14% del giro d’affari del gruppo nel 2016. Lo specialista del commercio di cereali e olii Bunge, con sede nello Stato di New York, ha realizzato 42,7 miliardi di dollari di ricavi l’anno scorso e conta uno staff di 30 mila dipendenti in 40 paesi diversi.