Francia: attentati Parigi, soffre il settore servizi
PARIGI (WSI) – Nel mese di novembre è sceso a 51,3 punti dai 52,6 punti precedenti, sui minimi da tre mesi, l‘Indice PMI Composito della Francia. E’ il primo segnale concreto dell’impatto che gli attentati di Parigi hanno avuto sull’economia francese, in particolare sul settore servizi.
Nello specifico, il dato preliminare dell’Indice PMI Manifatturiero è cresciuto a 50,8 punti dai 50,6 punti rilevati in ottobre. Viene così rilevata una progressiva espansione dell’attività manifatturiera, su livelli massimi da 19 mesi. Male è andata la componente dei servizi. Jack Kennedy, economista senior presso Markit, ha commentato.
“La crescita dell’output del settore privato francese si è indebolita lievemente a novembre, con gli attacchi di Parigi che hanno colpito l’attività di alcuni fornitori di servizi. Tuttavia, il trend delle nuove aziende si è un po’ rafforzato, con la crescita che si è velocizzata al massimo in cinque mesi. Sebbene l’impatto di più lungo termine degli attentati rimanga incerto, i dati PMI suggeriscono che il Pil registrerà una espansione modesta nel quarto trimestre, a seguito della crescita dello 0,3% del terzo trimestre”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.