11:30 lunedì 8 Ottobre 2018

Forex, tensioni Italia-UE e Fed schiacciano l’euro: bucata quota 1,15 dollari

L’euro torna a scendere sotto quota 1,15 dollari: la moneta unica è messa sotto pressione soprattutto per via del “caso Italia”, con il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sulla manovra finanziaria e la lettera Ue sul Documento di Economia e Finanza predisposto dal Governo Conte. Anche il progressivo apprezzamento del dollaro sulla prospettiva di un’accelerazione dei tassi Usa non aiuta.

La moneta unica scivola ancora e passa di mano a $1,1498 (dagli 1,1524 di venerdì sera): nelle ultime due settimane il cambio euro dollaro è sceso del 2,369%. La moneta unica scende sotto quota 131 rispetto alla valuta giapponese trattando a 130,84 yen (da 131 di venerdì) e scende anche nei confronti del franco svizzero a 1,1401 franchi da 1,1437. Sale invece a 0,8795 sterline, il cambio tra euro e sterlina britannica.

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Wall Street: segnali contrastanti dall’economia USA. Tengono i servizi, deludono manifattura e immobiliare

Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale

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Wall Street poco mossa: Dow Jones apre a +0,12%, S&P 500 guadagna lo 0,11%

Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.

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Volkswagen, fatturato stabile nel primo semestre 2026

Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.

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American Express, crescita record nel secondo trimestre: ricavi in aumento del 10%

American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.

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