Fincantieri perde quasi il 3% in Borsa dopo i conti fiscali

11 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Perdita netta per 96 milioni di euro a fronte di un utile di 42 milioni di euro nello stesso periodo del 2014. Fincantieri chiude i primi 9 mesi dell’anno con una perdita notevole dovuta anche ai maggiori ammortamenti dei primi nove mesi del 2015 aumentanti di 5 milioni di euro.

Calo drastico per l’ebitda che passa dai 207 del 30 settembre dell’anno scorso agli attuali 6 milioni. Allo 0,2% l’Ebitda margin contro il 7,1% nello stesso periodo del 2014.

“La riduzione dell’Ebitda rispetto ai primi nove mesi del 2014 è dovuta al segmento Shipbuilding per 99 milioni, principalmente riconducibile all’area di business delle navi da crociera, e all’Offshore per 105 milioni, principalmente per effetto della ridotta performance operativa dei cantieri brasiliani della controllata Vard”.

Crescita timida per i ricavi che passano dai 2,93 miliardi dello stesso periodo del 2014 agli attuali 3,03 miliardi. Aumento più consistente per gli ordini che arrivano a quota 4,85 miliardi.

“La posizione finanziaria netta è negativa per 506 milioni (positiva per 44 milioni di euro al 31 dicembre 2014) e riflette la dinamica tipica del capitale circolante a pochi mesi dalla consegna di 4 navi da crociera (nel primo semestre 2016)”.

Rassegna le sue dimissioni dalle cariche di componente del cda e di direttore generale di Fincantieri, Andrea Mangoni. Nella nota che accompagna i risultati trimestrali, l’amministratore delegato, Giuseppe Bono apre uno spiraglio.

“Fincantieri sta lavorando a un piano industriale, che sarà definito con la presentazione del bilancio 2015, finalizzato a un adeguato ritorno per gli azionisti”.