Eurozona: PIL rivisto al rialzo, confusione sulle stime di Eurostat
BRUXELLES (WSI) – Rivisti al rialzo i dati sulla crescita economica dell’area euro nel I trimestre 2016. A renderlo noto l’Eurostat che prevede una crescita dello 0,6% del Pil rispetto al trimestre precedente, a fronte del +0,5% inizialmente stimato e del +0,4% registrato sul finale del 2015.
Nel confronto su base annua, la crescita è rimasta stabile all’1,7% e guardando all’Ue28, il Pil nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto dello 0,5% dai tre mesi precedenti, segnando un +1,8% su base annua.
In realtà Eurostat mostra una certa confusione sul Pil dell’Eurozona, stando almeno a quanto ha fatto notare Claus Vistesen, responsabile economista presso Pantheon Macroeconomics:
“Sembra che l’Eurostat non riesca a decidersi se il Pil dell’Eurozona sia cresciuto dello 0,5% o dello 0,6% nel primo trimestre, su base trimestrale. Nella prima stima aveva parlato di un rialzo +0,6%, poi rivisto al ribasso a +0,5%, e ora, nel suo terzo rapporto – che include dettagli sulle componenti del Pil – la crescita è stata rivista alla stima originaria. Ciò è dovuto a una revisione al rialzo del Pil della Francia nel secondo calcolo, da parte dell’INSEE. In generale, il report mostra che la prima e la seconda stima del Pil dell’area euro devono essere considerate cum grano salis”.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play