Eurozona: inflazione +0,6%, crescita più forte dal 2014
Nel mese di novembre, l’inflazione dell’Eurozona ha segnato una crescita dello 0,6%, in linea con le attese degli analisti. Il rialzo è il più forte nel blocco dal 2014, con l’inflazione al record dall’aprile di quell’anno.
L’inflazione core dell’Eurozona – inflazione depurata dalle componenti più volatili come quelle dei prezzi energetici – è salita dello 0,8%.
E’ stato il settore dei servizi a sostenere l’inflazione, con i prezzi che sono saliti su base annua dell’1,1%; seue la ripresa dei prezzi dei beni alimentari, alcol e tabacco (+0,7%). In calo invece i prezzi energetici, scesi dell’1,1% su base annua.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo