Euro, banche diventano rialziste: niente più parità col dollaro nel 2017

22 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Una serie di banche d’affari ha rivisto al rialzo le previsioni sull’euro. Secondo Societe Generale le puntate short potrebbero finalmente capitolare dopo il raggiungimento ieri di quota 1,08 dollari, mentre gli analisti di Nomura sono convinti che “la miscela rappresentata da un calo dei rischi politici e da una normalizzazione delle politiche accomodanti della Bce possa rafforzare l’euro nel secondo semestre di quest’anno”.

Gli strategist sul valutario di Dankse bank reputano molto difficile che Le Pen vinca le elezioni presidenziali francesi e pertanto il voto di aprile-maggio non rappresenterà quella minaccia grande che si teme. Pertanto la previsione per una risalita a medio termine dell’euro. Le stime sul cambio euro dollaro a un mese sono state riviste a $1,06 (da $1,04), e successivamente i livelli sono individuati in area $1,08 (da 1,05), a 1,10 (da 1,08) e 1,14.

Barclays da parte sua prevede un “ulteriore rafforzamento” dell’euro, mentre Credit Agricole la pensa diversamente e vede nel superamento di quota 1,08 e oltre “un’opportunità attraente per tornare a shortare il cambio euro dollaro”. Ciò detto, ormai rimangono veramente poche le banche che puntano sul raggiungimento della parità entro fine anno: Allianz (1,00), BNP Paribas (1,00), Citi (0,98), Deutsche Bank (0,95) e Morgan Stanley (0,97). Prima la parità tra euro e biglietto verde veniva quasi data quasi per scontata.