Eni affossata da calo petrolio: titolo ai minimi di 4 anni
L’ennesimo calo delle quotazioni del petrolio, su cui pesano i timori di sovraccarico dei livelli di produzione, sta pesando sull’intero comparto energetico in Borsa. Il colosso petrolifero italiano Eni è sceso ai minimi dal 2011 stamattina, in un contesto negativo per tutto il mercato in generale, complici i cali pesanti visti in Usa – dopo i verbali deludenti della Federal Reserve – e Asia, dove la Cina ha svalutato ulteriormente lo yuan, dimostrando di aver perso il controllo della situazione.
Il titolo Eni perde il 3,42% a 12,72 euro. Sul mercato energetico, il future Wti sul greggio Usa scambia poco sopra i 32 dollari al barile mentre l’analogo contratto sul Brent è scivolato ai livelli del 2004 sotto i 33 dollari al barile.
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Qualcomm Technologies e Meta hanno siglato un accordo pluriennale per l’uso delle CPU Qualcomm Dragonfly C1000 nei data center Meta, a partire dal 2028. Questa collaborazione mira a migliorare le prestazioni energetiche e la capacitĂ di calcolo su larga scala.
Le Borse cinesi chiudono in modo contrastante: Hong Kong raggiunge il livello piĂą basso dell’anno, mentre le Borse della Cina continentale beneficiano del settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,4%, influenzato dalle perdite di Alibaba e Tencent. In controtendenza, Shanghai e Shenzhen registrano guadagni, sostenuti dalle performance positive di Micron.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno registrato forti rialzi, spinte dai risultati sorprendenti del colosso dei chip Micron. L’indice Nikkei ha guadagnato il 4,61%, mentre il Kospi di Seul è salito del 5,42%.