Enel, Ceo Starace: “su fibra aperti ad operatori finanziari”
ROMA (WSI) – Al fine di cablare il territorio nazionale con la fibra, Enel nella società Enel open fiber si aprirà ad accordi con altri operatori finanziari. Ad affermarlo l’amministratore delegato Francesco Starace, in audizione in Senato.
“Non abbiamo nessuna idea di metterci a fare l’operatore telefonico o di gestione di contenuti. Ci limitiamo alla gestione di infrastruttura e cessione di capacità a coloro che hanno questo business. Siamo aperti ad altri operatori che abbiano voglia di intraprendere questa avventura. Sostanzialmente penso saranno operatori finanziari“.
Si attende il 22 marzo il consiglio di amministrazione in cui si sottoporrà al vaglio l’accordo con Vodafone e Wind per la cablatura di 250 città.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play