Elezioni Germania, l’impatto su Borse ed euro

20 Settembre 2017, di Daniele Chicca

Angela Merkel ha già in tasca la vittoria alle elezioni federali del 24 settembre. Sarebbe il suo quarto mandato, un risultato che la collocherebbe nell’olimpo dei leader della Germania più longevi, come Konrad Adenauer e Helmut Kohl. I sondaggi indicano che il partito di Merkel dovrebbe raccogliere poco meno del 40% dei voti. Un risultato che non garantirebbe la maggioranza assoluta e significherebbe quindi dover stringere alleanze per formare una nuova “Gross Koalition“.

La grande incognita delle elezioni Federali, ormai lo si è capito, rimane quindi il gioco delle coalizioni post voto. Il partito della Cancelliera Angela Merkel, CDU, potrebbe unire le forze con i social democratici dello sfidante principale Martin Schulz (SPD), che secondo i sondaggi dovrebbe raccogliere un 24%, oppure con i liberali del FPD (9%) e il partito dei Verdi (8%).

I liberali sono una forza che con il passare degli anni ha assunto un orientamento sempre più nazionalista e anti europeista ed è difficile pensare che Merkel possa allearsi con loro. Il leader dell’SPD Schulz, invece, condivide con la Merkel la visione europea. Ciò su cui divergono è la spesa pubblica: Merkel sembra più orientata a non aumentare le tasse e raggiungere il livello del 60% nel rapporto tra debito pubblico e PIL entro il 2020.

“Schulz dall’altro lato vorrebbe maggiore redistribuzione e spesa fiscale“, sottolinea Fabien de la Gastine, Fixed Income Fund Manager di La Française. Un altro problema è più di natura politica. I Socialisti Democratici hanno fatto capire di essersi stancati di fare da stampella al centro destra, sacrificando i loro principi più di “sinistra”. L’alleanza con il rivale politico storico si è tradotta in un calo di popolarità rispetto ai tempi di Gerhard Schroeder, che dal 1998 al 2005 ricoprì l’incarico di Cancelliere alla guida di una coalizione con i Verdi.

Da parte sua FDP ha una visione molto diversa sul tema Europa, molto più orientata alla Grexit, ritenuta la mela marcia dell’area euro di cui liberarsi. Il CDU potrebbe formare una coalizione con il partito FDP e con i Verdi per raggiungere la maggioranza richiesta del 50%.

La grande domanda riguarda invece il risultato che raggiungerà il partito nazionalista tedesco, l’AFD: possibile che superi il 9%. Ad eccezione di grandi sorprese, comunque, “le conseguenze sulla crescita economica tedesca e sui mercati finanziari “dovrebbero essere limitate”, secondo de la Gastine. Nel lungo termine, una colazione pro-Europa potrebbe dare un nuovo impulso all’UE e rafforzare l’euro“.