Elezioni Francia, Goldman Sachs consiglia di shortare i bond governativi
In vista delle elezioni presidenziali francesi, Goldman Sachs suggerisce di tenere posizioni brevi sui future sugli Oat, i bond governativi del paese, con scadenza a giugno. Lo riferisce Reuters.
Il primo turno delle elezioni più attese dell’anno si tiene il 23 aprile, mentre il secondo e decisivo round si svolgerà il 7 maggio. Gli ultimi sondaggi danno in rimonta intorno al 19% dei consensi i due candidati outsider Jean-Luc Mélenchon, della sinistra radicale, e il leader del centro destra Francois Fillon, mentre la coppia di testa Emmanuel Macron, candidato indipendente di centro, e Marine Le Pen, del Front National, è in discesa al 23%.
Sul mercato secondario i bond francesi sono colpiti dalle vendite e lo Spread tra i tassi degli Oat decennali e i rendimenti dei titoli omologhi tedeschi a 10 anni si è ampliato sopra i 70 punti base. Sotto si può vedere il trend degli ultimi 12 mesi.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo