Debutto col botto di Airbnb sul Nasdaq (+111%), capitalizzazione supera i $ 100 miliardi
Debutto da record per Airbnb, che ha chiuso la sua prima seduta al Nasdaq con un balzo del 112% a 144 dollari, sotto i massimi della giornata, ma più del doppio rispetto ai 68 dollari fissati prima dell’Ipo.
La valutazione della società adesso supera i 100 miliardi di dollari.
L’IPO della piattaforma online per le prenotazioni di alloggi e le case vacanzasi era già chiusa con una generosa valutazione, da momento che la società attendeva inizialmente di prezzare le sue azioni nella forchetta fra 44 e 50 dollari. Successivamente il range di prezzo era stato rivisto a 56-60 dollari, valore che è stato superato con il collocamento a 68 dollari.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play