Da Juncker monito all’Italia? “Patto di stabilità non diventi patto di flessibilità”
Nel corso del suo discorso sullo Stato dell’Unione, il presidente della Commissione dell’Unione europea Jean Claude Juncker ha lanciato quello che sembra apparire come un monito, o almeno un avvertimento, all’Italia, in cerca di flessibilità di bilancio.
“Il patto di stabilità non deve diventare un patto di flessibilità, ma deve essere applicato con flessibilità intelligente per non ostacolare, non bloccare la crescita dell’economia”.
Juncker ha aggiunto che, sebbene il livello del deficit dal 2009 sia sceso dal 6,3% medio all’1,9%, “i debiti continuano a essere troppo alti”.
Juncker ha anche lanciato un alert sul “populismo galoppante”, dopo aver ammesso che l’Unione europea si trova ad attraversare una crisi esistenziale, parlando di presenza di “divisioni”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo