15:43 giovedì 2 Settembre 2021

Conti corrrenti, bufera su ING: clienti si vedono addebitare fino a 234 miliardi, la banca si scusa: ‘errore tecnico’

Bufera conti correnti ING: quella di ieri è stata sicuramente una giornata pessima per alcuni clienti correntisti della banca olandese, che utilizzano il servizio di notifiche a pagamento (“alert”), e che si sono visti addebitare somme tanto mostruose quanto incomprensibili. Sconcerto, panico, in alcuni casi ironia: i clienti si sono sfogati sui vari canali social, chiedendo spiegazioni al gruppo bancario, che aveva fatto parlare già molto di sé nei mesi precedenti, a causa della decisione di chiudere tutti i bancomat e le casse automatiche presenti in Italia.

Il caso – e caos -esploso ieri, mercoledì 1° settembre, si riassume in poche parole: praticamente, diversi clienti di ING si sono visti addebitare commissioni miliardarie, fino a 234 miliardi di euro sul conto corrente, o si sono ritrovati alle prese con conti bloccati.

Dopo ore di smarrimento, terrore e polemiche è arrivato il comunicato della banca, con tanto di scuse:

“Confermiamo che alcuni clienti ieri sera hanno visualizzato sul proprio conto corrente un addebito eccessivo del servizio di sms alert che potrebbe avere causato loro alcuni disagi. Si è trattato di un errore tecnico e non di un attacco da parte di hacker. L’anomalia è stata risolta dai nostri tecnici in breve tempo e in tarda serata la situazione è totalmente rientrata. Tutti i clienti coinvolti stanno ricevendo da ING una comunicazione con le opportune scuse”.

Quello che è successo ieri è stato documentato da diverse lamentele postate sui social.

In particolare su Twitter Salvatore @xSax84 si è così rivolto alla banca: @INGItalia credo di aver acquistato involontariamente l’Olanda, come faccio il reso? #ing #ingitalia #addebiti #bug #bank #cosidebottosenzasenso:

 

 

 

Così Alessandro Pavanati @Alexpavanati nel commentare il post di un altro utente di Twitter:

“Anche a me. Il call center dice tutto ok, ma sono preoccupato #ingdirect #ing #contoarancio”

 

Pavanati commentava quanto accaduto all’utente BedailBardo @BedailB , che si sfogava anche lui su Twitter: 

 

Un forte colpo alla reputazione in Italia di ING, già scalfita dalla chiusura, lo scorso 1° luglio, dei suoi ATM e casse automatiche dislocati nel territorio italiano. Una decisione che, di per sé, aveva contribuito a rendere i rapporti tra correntisti e banche in Italia ancora più tesi, in quanto presa nell’ambito della stangata ai conti correnti lanciata da alcune banche a inizio anno.

Aveva cominciato Fineco, con il messaggio in stile o investi o ti chiudiamo il conto.; aveva continuato UniCredit, aumentando i costi di alcuni conti fino a +70%“, e anche i clienti di Widiba (Mps) si erano visti recapitare una bella letterina.

Della questione e della preoccupazione dei correntisti italiani aveva parlato, tra gli altri, anche Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco BPM, nel corso di una puntata della Zuppa economica di Nicola Porro, interpellato oltre che dal conduttore Porro anche da Leopoldo Gasbarro, Direttore Responsabile Wall Street Italia.

ING e il caso dell’addio al contante in Italia

Di ING si era parlato, per l’appunto, dopo la decisione della banca di dire addio al contante in Italia, stando alle indiscrezioni che erano state riportate in primavera dal Sole 24 Ore.

Il Sole commentava la decisione di ING alla stregua di “un unicum nel panorama italiano e di fatto europeo. Anche perché – si leggeva nell’articolo – non arriva da una banca puramente digitale (e che quindi per definizione non ha mai avuto una propria rete di sportelli) ma da un gruppo con un modello misto, che nel nostro paese ha combinato alla forte presenza digitale quella fisica, con una rete di atm e casse automatiche (63 quelle oggetto di chiusura) ma anche di filiali, rete che sarà analogamente oggetto di rivisitazione”.

Pochi giorni prima, tra l’altro, ING aveva annunciato ai clienti del suo Conto Arancio una nuova batosta sui tassi, via lettera. Nella missiva, l’istituto di credito così scriveva:

“Il tasso base di Conto Arancio a partire dal 30 giugno 2021, subirà una diminuzione dallo 0,02% allo 0,001%…Ti informiamo inoltre che alla stessa data ING dismetterà il servizio di alimentazione di Conto Arancio. Pertanto a partire dal 1° luglio 2021 non potrai più utilizzare il servizio di alimentazione per accreditare fondi sul tuo Conto Arancio”.

A giugno, si palesava un nuovo shock: ING si preparava a chiudere i conti dei clienti inattivi, come informava Milano Finanza: clienti “colpevoli” di tenere parcheggiati i soldi nei loro conti, in un contesto in cui per le banche il boom della liquidità era diventato ormai una zavorra, a causa dei tassi di interesse negativi o pari allo zero.

Il quotidiano finanziario parlava di come i destinatari delle lettere fossero stati colti “alla sprovvista”, e di come fossero stati destinati a risolvere un bel po’ di grane. Avrebbero infatti avuto a “disposizione 60 giorni per migrare verso altre banche e salvare tutte le ricevute di bonifici e soprattutto di F23, F24, Mav, Rav, e via dicendo”.

Ieri, la ciliegina sulla torta, con i conti correnti bloccati e colpiti da commissioni maxi. Nella speranza che, chiarito il mistero, e accidenti presi dai correntisti a parte, sia finita qui.

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