Consumatori ingannati: semplice olio venduto come extravergine

11 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

TORINO (WSI) – Semplice olio d’oliva spacciato per il pregiatissimo extravergine. È quanto emerge da un’inchiesta dei Nas di Torino, coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello, che coinvolge tanti nomi italiani da Carapelli, Bertolli, Santa Sabina a Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia.

L’accusa è di frode in commercio visto che dai campioni effettuati dal Nucleo antisofisticazioni dell’Arma è emerso che le 7 imprese avrebbero dichiarato ai consumatori di vendere olio d’oliva extravergine, al 100% o miscelato con altri oli, ma in realtà era semplice olio vergine, quindi molto inferiore per qualità. Dai campionamenti effettuati non risultano in commercio prodotti nocivi per la salute ma “solo” l‘inganno per i consumatori che avrebbero pagato il 30% in più per una bottiglia di olio creduto extravergine ma in realtà non lo era.

In una nota il ministro delle politiche agricole e forestali, Maurizio Martina dichiara di aver rafforzato i controlli.

“Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi ann”.

Nel 2014 l’Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. “È importante ora – conclude Martina – fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.