Congresso Usa, niente più limiti a esportazioni di petrolio
NEW YORK (WSI) – Con il crollo dei prezzi del petrolio che continua a fare danni nel settore del gas di scisto americano e nei ricavi dei grandi colossi esportatori della materia prima, il timing dei leader politici americani è per lo meno discutibile.
A dispetto del tonfo del greggio sui mercati, per la prima volta in 40 anni con la sua firma il presidente Barack Obama cancella d’un tratto i blocchi alle esportazioni di petrolio Made in Usa. Il Congresso aveva in precedenza dato il via libera alla rimozione dei limiti all’export, scattati negli anni 1970 dopo che l’embargo arabo aveva causato uno choc per l’economia numero uno al mondo.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.