Confcommercio: bollette luce di alberghi, bar e ristoranti più alte del 27% rispetto a Spagna e Francia
L’Italia, che aveva già il triste primato di avere i prezzi di elettricità e gas più alti d’Europa, con l’ultima crisi vede non solo ribadita questa debolezza, ma addirittura peggiorata. Alberghi, bar, ristoranti e negozi alimentari hanno una spesa elettrica mediamente superiore del 27% rispetto alle imprese spagnole e addirittura di quasi il 70% rispetto a quelle francesi. Meno severo il divario relativo ai negozi non alimentari che pagano, rispettivamente, l’11% e il 16% in più. Così Confcommercio in un’indagine realizzata in collaborazione con Nomisma Energia. L’Italia, in sostanza, ha speso più sia della Francia che della Spagna pur continuando a registrare costi delle bollette elettriche decisamente più elevati rispetto ai due Paesi benchmark. “Anche se i prezzi del gas stanno diminuendo il caro energia resta l’emergenza più urgente da affrontare. Chiediamo al governo un confronto costruttivo con le forze sociali per avviare un piano strutturale in raccordo con l’Europa. E – come per la pandemia – sono necessari sostegni immediati per le imprese più colpite dalla crisi energetica”: così il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.
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Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.