Bytedance (TikTok) avrebbe valutato l’IPO, dissuasa dalle autorità cinesi
ByteDance, la società cinese cui fa capo il social network TikTok, avrebbe preso in considerazione la possibilità di quotarsi offshore, per poi ritornare sui suoi passi dopo aver discusso con funzionari governativi di Pechino. Lo scrive il Wall Street Journal, per il quale le autorità cinesi avrebbero suggerito alla società di focalizzarsi sulla sicurezza nel trattamento dei dati. La quotazione ipotizzata avrebbe dovuto avere luogo a Hong Kong o negli Stati Uniti, secondo le fonti riservate raggiunte dal Wsj.
I fatti risalgono al marzo scorso, quando il fondatore di Bytedance, Zhang Yiming avrebbe deciso di rimandare la quotazione in Borsa senza elaborare alcuna tempistica precisa.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play