Brexit, banchieri britannici premono per patto in stile svizzero con l’Ue
L’Associazione dei banchieri britannici insieme con altri gruppi del settore stanno esercitando pressioni sul governo di Londra affinché venga negoziato con l’Unione Europea un patto analogo a quello che regola i rapporti bancari e assicurativi con la Svizzera. Il piano offrirebbe alle banche britanniche l’accesso al mercato unico e consentirebbe parimenti alle banche europee di operare nel Regno Unito: il piano della British Bankers’ Association sarà presentato al primo ministro Theresa May in settembre, fa sapere il Ft.
Ancora resterà da vedere come accordi come questo, che renderebbero più soffice l’evento della Brexit, potranno essere conciliati con la volontà politica di riconquistare un controllo dei flussi migratori, considerato incompatibile con l’apertura del mercato dai leader europei.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play