BPM-Pop Milano, da risolvere nodo sofferenze. Bce: “Pulizia crediti e board snello”

26 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – L’ultimo ostacolo all’iter di fusione Bpm e Banco popolare riguarda il tema capitale e gestione dei crediti deteriorati cercando così di soddisfare la richiesta di riduzione delle sofferenze bancarie imposta dalla BCE, evitando l’aumento di capitale.

Il compromesso che si sta cercando di trovare riguarda i tempi di smaltimento ma non si esclude la cessione di alcuni asset nelle società prodotto. Proprio ieri i due ad, Castagna e Saviotti, rispettivamente di Bpm e banco Popolare si sarebbero incontrati per discuterne. A fine 2015 i crediti deteriorati lordi di Banco Popolare ammontano a 20,6 miliardi con una copertura complessiva del 31,9% e quelli di Bpm a circa 6 miliardi con una copertura del 39,6%. Come sottolineano gli analisti di Intermonte:

“Ad oggi la nuova società avrebbe 26,6 miliardi di crediti deteriorati lordi (coperti al 33,6%) e 17,7 mld netti, pari al 15,7% del totale. Per arrivare al 10,6% (livello oggi registrato da Bpm), sarebbe necessario fare accantonamenti aggiuntivi pari a 5,7 miliardi portando la copertura al 55,2%”.