Borse Asia in calo, Tokyo chiusa per festa nazionale
TOKYO (WSI) – Oggi il Giappone celebra la festa della montagna e per l’occasione la borsa di Tokyo è chiusa. Ma come stano le borse asiatiche? La seduta è contrastata soprattutto a causa del crollo dei corsi del greggio e mercoledì il future sul WTI aveva chiuso a New York con una flessione del 2,48% a 41,71 dollari il barile. A deprimi i corsi anche il dato sulle scorte Usa che sono cresciute di 1,055 milioni di barili contro le attese degli analisti per un declino pari a 1,025 milioni e il dato sulla produzione dell’Arabia Saudita in aumento a luglio di 123mila barili al giorno rispetto a giugno.
In apertura stamani l’indice MSCI, che esclude il Giappone, perde lo 0,17%. Lo Shangai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 scambiano progressi sullo 0,30% a allo 0,60%, in negativo invece lo Shenzhen Composite che si muove su un calo di circa lo 0,30%. A Hong Kong invece la seduta è tra le migliori con l’Hang Seng che scambia in progresso di oltre lo 0,70% e infine a Seoul il Kospi ha segnato un declino dello 0,20% al termine degli scambi.
Sul terreno delle materie prime, in declino è l’oro mentre il rame è in rialzo marginale. Il nichel a Londra invece sfiora un deprezzamento dell’1%.
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Apertura all’insegna della cautela per la Borsa di New York, che si muove intorno alla parità in una seduta dominata dal debutto record di un gigante dei semiconduttori
Emirates Telecom, noto anche come e& Group, ha firmato un accordo vincolante con Vega, un veicolo di acquisizione del gruppo Niel, per vendere la sua intera partecipazione in Vodafone. La vendita coinvolgerà 3,94 miliardi di azioni ordinarie e genererà proventi in contanti di circa 21,8 miliardi di dirham.
Bayer ha ceduto una quota di minoranza del suo ramo contraccettivi ad Apollo Global Management per 3 miliardi di euro, utilizzando i fondi per migliorare la struttura del capitale. L’azienda mantiene il controllo operativo completo della divisione farmaceutica.
Apollo Global Management ha presentato un’offerta di 715 pence per azione per EasyJet, superando la proposta di Castlelake. Questa mossa inaspettata apre una competizione tra i due fondi d’investimento statunitensi per il controllo della compagnia aerea britannica.