Borsa Milano, istituzionali stanno accumulando opzioni put a livelli record
Un fenomeno estremamente raro che interessa i mercati italiani ha colto l’attenzione degli analisti tecnici e dovrebbe fare riflettere chi investe alla Borsa di Milano. È il graficista Gaetano Evangelista a parlarne oggi. Guardando al mercato delle opzioni, si scopre che la domanda di contratti put (che quindi scommettono su un ribasso del listino azionario) è su livelli record rispetto a quella dei contratti call.
Gli investitori istituzionali (si direbbe) hanno scambiato opzioni put in misura superiore a due volte rispetto alle call, in ben sei delle ultime 14 sedute: “un fenomeno talmente raro”, scrive l’analista, “che negli ultimi sedici anni è stato registrato in tutto soltanto altre due volte” a Piazza Affari.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.