Borsa Milano e Wall Street accelerano al ribasso: si teme Fed falco
Wall Street accelera al ribasso con i mercati preoccupati per le mosse aggressive che la Federal Reserve potrebbe fare in risposta a un surriscaldamento eccessivo dell’inflazione. Il Dow Jones cede quasi 200 punti (-194, -0,72%) mentre l’S&P 500, come si vede nel grafico, lascia sul campo lo 0,87%. Il Nasdaq fa -1,51%.
L’andamento negativo della Borsa americana pesa anche sulle contrattazioni di Borsa in Europa. Piazza Affari, fino a quel momento, positiva, ha chiuso in calo di quasi lo 0,9%. I titoli peggiori sono stati Leonardo (-5,7%) e Banco BPM (-4,27%). Decisamente vendute anche le azioni Telecom Italia (-3,91%) e Azimut Holding (-3,82%). 
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.