Bce, Praet: non abbiamo fretta di normalizzare politica monetaria. Euro giù
L’euro è in calo per la seconda seduta di fila dopo le parole da colomba pronunciate dal chief economist della Bce. L’economista Peter Praet ha detto che la Bce non ha alcuna fretta di normalizzare le sue politiche monetarie. Per raggiungere una vera ripresa dei prezzi al consumo e della crescita economica serviranno ancora ulteriori misure di stimolo. Secondo l’economista ci vorranno mesi prima che i salari in crescita abbiano un impatto sull’inflazione.
Le parole di Mario Draghi al Parlamento Ue non rappresentano nulla di nuovo e vanno interpretate come tali. L’euro cede così terreno rispetto a dollaro Usa e sterlina britannica sui mercati valutari. La moneta unica scambia ai minimi di seduta in quota 0,8940 euro per ogni sterlina. Rispetto al dollaro, le parole di Praet che hanno vanificato quelle da falco di Draghi, hanno fatto cedere 40 pips d’un colpo all’euro, che scambia in area 1,1735 dollari al momento. Come si vede nel grafico, l’euro torna a testare un livello tecnico importante: la media mobile a 100 ore.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.