BCE: giovedì la prossima riunione. Le attese di MFS Investment Management

27 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

“Non ci si aspetta un cambiamento sostanziale nella politica monetaria, ma, a nostro avviso, l’aumento dei rischi potrebbe comportare un maggiore allentamento nelle riunioni successive. Prima di intervenire ancora, la BCE potrebbe voler attendere la prossima serie di proiezioni degli esperti, previste a dicembre, e fare un bilancio degli eventi in corso”.

Così Peter Allen Goves, Fixed Income Research Analyst di MFS IM, in attesa del prossimo meeting della BCE in attesa giovedì 29 ottobre.

“Il principale rischio di ribasso riguarda il modo in cui le rinnovate preoccupazioni legate al Covid-19 peseranno sulle prospettive economiche e il contesto di inflazione contenuta. Viviamo in un mondo in cui, nonostante i livelli record di sostegno monetario, l’ultima rilevazione IPCA è stata dello -0,3% su base annua a settembre (con il core allo 0,2% su base annua). Nel frattempo le previsioni della BCE per l’inflazione a lungo termine sono al di sotto del target e le aspettative di inflazione basate sul mercato rimangono sottotono.

È probabile che vi sia un ulteriore conferma di come la BCE accolga con favore le iniziative fiscali dell’UE. La stessa Lagarde nell’ultimo incontro ha dichiarato che “per quanto riguarda le politiche fiscali, una posizione ambiziosa e coordinata resta fondamentale”. Il Presidente ha parlato ancora una volta del doppio ruolo del PEPP e di come una delle sue funzioni chiave sia quella di stabilizzare i mercati e garantire una corretta trasmissione della politica della BCE.

Per i mercati, ciò significa che i tassi di base europei rimarranno probabilmente bassi grazie alla solidità della forward guidance, ai solidi segnali e ad un orientamento complessivamente accomodante della politica monetaria. La flessibilità del PEPP resta fondamentale ed è riuscita a contenere l’ingiustificata frammentazione del mercato e a prevenire un eventuale inasprimento delle condizioni finanziarie. Considerata la possibilità che l’accomodamento monetario della BCE continui, gli spread dei titoli di stato europei dovrebbero rimanere contenuti nel prossimo futuro”.