Banca d’Inghilterra, QE è un flop: 52 miliardi di sterline a vuoto
Un mercato del genere non promette bene. Il programma di acquisto di titoli della Banca d’Inghilterra è stato un fallimento per il momento. Già al secondo giorno gli obiettivi delle sue operazioni di acquisto di bond non sono stati raggiunti. Il motivo principale è da ricercare nel fatto che gli investitori non hanno alcuna intenzione di liberarsi dei titoli a lunga scadenza, che sono quelli nell’universo del reddito fisso che offrono rendimenti più alti in un contesto di tassi sempre più bassi.
Dopo che fondi pensione e compagnie di assicurazione, affamati di rendimenti, non hanno risposto all’appello denigrando l’offerta, la Banca centrale britannica ha collocato 52 milioni di sterline di titoli in meno rispetto all’obiettivo di 1,17 miliardi di sterline prefissato. Il flop ha alimentato i dubbi sulla capacità della Banca d’Inghilterra di portare a compimento il suo programma di Quantitative Easing, provocando un calo del tasso sui Gilt (i bond governativi britannici).
“È un po’ una sorpresa l’eccesso di offerta rispetto alla domanda. Siamo solo alla prima settimana dell’operazione. Dio solo sa cosa accadrà la prossima settimana“, è il commento dell’analista di Societe Generale Jason Simpson.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
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American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.