Azionario europeo: Antofagasta e Lloyd’s KO, bene Kering grazie a vendite Gucci
Tra i titoli protagonisti nella sessione odierna dell’azionario europeo, si mettono in evidenza:
Antofagasta, con le quotazioni che scendono a Londra di oltre il 7%, dopo che la società ha reso noto di prevedere una produzione di rame nella fascia bassa delle stime di quest’anno. Antofagasta prevede anche una produzione inferiore nel 2017.

Kering, che segna un rally superiore al 7% dopo aver riportato vendite, nel terzo trimestre, in crescita del 10%, grazie all’apporto arrivato principalmente da Gucci, che incide sugli utili operativi per il 60%. Tra i brand andati bene anche Yves Saint Laurent, che ha assistito a un balzo delle vendite di ben +34%, compensando la debolezza di Bottega Veneta.
Tornando al fattore Gucci, la maison ha messo a segno ricavi per 1,088 miliardi, in crescita del 17% a cambi costanti, grazie al positivo andamento di tutte le categorie di prodotto e di tutte le aree geografiche (ad eccezione del Giappone). Vero boom dell’e-commerce, in aumento del 50% nel periodo. Il gruppo ha beneficiato della nuova direzione creativa di Alessandro Michele e della nuova guida del Ceo Marco Bizzarri.

Fari anche sul colosso bancario britannico Lloyds, che ha reso noto che gli utili del terzo trimestre sono rimasti praticamente invariati su base annua, nonostante il concretizzarsi della Brexit. Al lordo delle tasse gli utili si sono attestati a 1,9 miliardi di sterline, lievemente al di sotto degli 1,97 miliardi dello stesso periodo di un anno fa.
La banca, la numero uno nel settore delle banche retail in UK, ha riportato anche oneri per un valore di 1 miliardo di sterline e ha assistito a un deficit del suo fondo pensione di 740 milioni di sterline, accusando il calo dei rendimenti sui bond.

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La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.