Asta Bot: tassi ancora negativi, ma su. Rendimenti Bund -30%, stracciano minimi record
Nell’asta indetta oggi dal Tesoro Italiano, i tassi dei Bot a un anno hanno segnato un lieve recupero, rimanendo tuttavia in territorio negativo. Il rendimento si è attestato a -0,122% rispetto allo -0,140% dell’asta precedente. La domanda è stata buona, anche se è scesa. I bot offerti dal Tesoro sono stati di un valore di 6,5 miliardi di euro, a fronte di una domanda degli investitori pari a 9,37 miliardi.
Il rapporto bid to cover è sceso a 1,44 rispetto agli 1,72 del collocamento precedente.
Sul mercato secondario, lo lo spread BTP-Bund è oggi in lieve rialzo, e viaggia oltre i 136 punti base, mentre i tassi sui in tensione e risale oltre la soglia di 105 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali salgono all’1,39%.
Occhio al continuo tonfo dei tassi sui Bund tedeschi, che continuano a segnare nuovi minimi storici e che secondo i dati di Traderlink crollano alle 11.46 ora italiana di oltre -30%, allo 0,031%.
Ma i tassi sui Bund tedeschi a 10 anni hanno testato un valore ancora più basso, nelle contrattazioni di stamane, crollando fino allo 0,023%, sulla scia della scarsità dell’offerta dei Bund sui mercati e a causa dei timori sulla crescita globale.

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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.