Arriva El Niño: ecco i rischi sulle materie prime
Un numero infinito di fattori possono influenzare i prezzi delle materie prime. Quest’anno i titoli in prima pagina si sono concentrati sul fenomeno meteorologico globale noto come El Niño ed il suo potenziale impatto sui vari aspetti del mondo complesso delle materie prime. Così Andrea DiCenso, Senior Absloute Strategies Analyst di Loomis, che analizza per materie prime i rischi del ciclone:
Cereali
“Di solito gli approvvigionamenti di cereali sono la materia prima più gravemente colpita dal clima, soprattutto il grano. Inoltre, dato che gli USA e l’Australia rappresentano circa il 30% delle esportazioni globali di grano, un brusco cambiamento meteorologico nel Midwest degli USA o una forte siccità in Australia possono colpire seriamente i prezzi a pronti. Qualsiasi brusca contrazione delle forniture di grano a livello globale è potenzialmente in grado di mettere una
crescente pressione sui prezzi: ritengo che la velocità e la durata dell’inflazione dei prezzi sia probabilmente direttamente legata alla gravità dell’evento El Niño. Ciò nonostante, è importante notare che secondo l’analisi delle scorte di fine anno dell’USDA, le forniture globali di grano sono cresciute notevolmente dal 2010-2013, quando l’offerta mondiale era ristretta a causa del divieto russo alle esportazioni di grano e della siccità verificatasi nel 2012 nel Nord America”.
Cacao
“Ritengo che l’aumento dei prezzi del cacao di circa l’8% nel solo mese di settembre sia ampiamente dovuto alla paura relativa all’impatto di El Niño. Dato che la produzione dell’Africa settentrionale rappresenta circa il 70% dell’offerta mondiale, i fenomeni meteorologici devono essere monitorati attentamente, in quanto si rischia di avere una brusca caduta della domanda di cacao per il secondo anno consecutivo”.
Olio di palma
“L’olio di palma ha vissuto un rimbalzo dei prezzi straordinariamente forte (circa il 27%) dovuto
all’indebolimento del ringgit malese ed alla minaccia di restrizioni dell’offerta, a seguito della crescita di El Niño durante il mese di settembre. L’olio di palma è utilizzato in vari prodotti che vanno dal biocarburante ai biscotti di cioccolato e resta il rischio derivante dalla siccità di alcune parti dell’Indonesia e della Malesia, che assieme forniscono oltre l’80%
dell’offerta mondiale”.
Rame
“Anche l’offerta di rame della regione desertica Atacama del Cile settentrionale è vulnerabile alla dirompenza di El Niño. Il Cile settentrionale ha vissuto un periodo di forti piogge tra marzo ed agosto di quest’anno che ha provocato morti, strade allagate, colate di fango ed interruzioni di corrente, con la temporanea sospensione del lavoro in alcune miniere locali. Dato che il Cile produce circa un terzo del rame mondiale, ulteriori piogge nella regione, uno dei luoghi più aridi del pianeta, può comportare il rischio di interruzione delle operazioni
estrattive con conseguente aumento dei prezzi del rame”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.