Arcelor Mittal sotto pressione, dice stop ai dividendi
Stop ai dividendi per il colosso dell’acciaio Arcelor Mittal, che continua a risentire della debolezza dei prezzi e dell’afflusso di produzione cinese sottocosto.
A conferma dello stato di difficolta’ in cui versa la società è arrivato il terzo profit warning in quattro anni, con l’amministratore delegato Lakshmi Mittal che ha parlato di “condizioni operative già difficili che si sono ulteriormente inasprite negli ultimi mesi, prevalentemente a causa di altri cali dei prezzi innescati da prezzi delle esportazioni cinesi eccezionalmente bassi”.
L’industriale anglo indiano ha richiamato i governi a intensificare le indagini anti dumping, mentre per parte sua la società cercherà di reperire altre possibili economie e di ridurre il suo elevato indebitamento.
Il gruppo ha intanto subito nuove perdite nel terzo trimestre, per 711 milioni di dollari a fronte di un utile, per quanto risicato di 22 milioni nello stesso periodo di un anno prima. Il fatturato ha segnato un contrazione del 22 per cento, a 15,6 miliardi di dollari. Sull’insieme dei primi nove mesi dell’anno Arcelor Mittal ha accumulato un rosso da 1,26 miliardi di dollari.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.