Analisti: nuovi record per l’azionario ma molti rischi all’orizzonte

23 Gennaio 2017, di Daniele Chicca

I nuovi record dell’azionario nel 2017 non devono fare cantare vittoria troppo presto ai rialzisti, data la presenza di una “pletora di rischi politici e macroeconomici, tra cui le imminenti elezioni in Francia, Olanda e Germania, l’Articolo 50 (il riferimento è alla Brexit) e la presidenza di Donald Trump“. Secondo Mark Burgess, Chief Investment Officer EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments, “se il presidente Trump riuscirà a mantenere interamente le promesse sulle imposte e la spesa pubblica, oltre a trovare un approccio costruttivo sul piano del commercio internazionale, non c’è motivo per cui il rally in corso non debba continuare“.

Tuttavia a inizio 2017 i se e i ma sono ancora tanti, così come i rischi economici e politici all’orizzonte. Il fatto che Trump strizzi l’occhio ai dazi commerciali, per esempio, non è una buona notizia per il settore produttivo dei mercati emergenti e “qualsiasi aumento del protezionismo legato a Trump può danneggiare gravemente le società con una catena logistica globale, alla pari di un rafforzamento del potere negoziale dei lavoratori”.

In conclusione, osserva il gestore nel report, “i saldi liquidi in ambito azionario sono ancora elevati, ma manteniamo una certa cautela (che talvolta diventa riluttanza) riguardo alla detenzione di attività rischiose, una strategia che ha dato buoni risultati, in particolare nei portafogli di asset allocation. Ci aspettiamo che la volatilità persista per tutto il 2017 ma, in quanto gestori attivi, continueremo a cercare opportunità per incrementare le posizioni high-conviction”.