Allarme S&P’s: “senza aumento tetto debito Usa, rischio crisi peggiore del 2008”
Allarme Standard and Poor’s sugli Stati Uniti. L’agenzia di rating internazionale ha avvertito che il mancato aumento del tetto del debito, da approvare entro il 29 settembre, potrebbe aprire la crisi più pesante mai vista in USA, peggiore di quella che iniziò con il crac di Lehman Brothers.
“Mentre crediamo che il Senato farà passare l’accordo per aumentare il tetto del debito, l’impatto di un default del governo USA sarebbe peggiore del crollo di Lehman Brothers nel 2008, devastando i mercati e l’economia”, ha affermato Beth Ann Bovino, capo economista di S&P per gli USA.
L’aumento del tetto del debito è necessario per permettere al Tesoro USA e all’amministrazione Trump di finanziare le spese governative. Si tratta infatti del limite oltre il quale Washington non può più emettere nuovo debito (bond) per finanziare le spese correnti e ripagare i debiti in scadenza.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.