Tillerson smentisce voci dimissioni: Wall Street aggiorna massimi storici
Gli indici S&P 500 e Nasdaq di Wall Street hanno aggiornati i rispettivi massimi storici in seguito alla smentita, da parte del Segretario di Stato Rex Tillerson, sulla possibilità che lasci la carica dopo le indiscrezioni sul dissenso con il presidente e le presunte offese (“moron“, ovvero “cretino”) rivolte a Donald Trump. “Mai considerato di lasciare questo posto, sono qui finché il Presidente sentirà che io sono utile al raggiungimento dei suoi obiettivi”.
A favorire i listini principali di Wall Street hanno contribuito anche i dati macro relativi all’andamento dell’economia americana: da un lato i posti di lavoro a settembre sono aumentati a settembre più di quanto atteso nel settore privato (+135mila), nonostante l’impatto degli uragani nei piccoli venditori al dettaglio; dall’altro il settore servizi è cresciuto al maggior ritmo degli ultimi 12 anni a settembre.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo