Abi: Banche italiane le meno esposte a rischio Brexit
Dopo il referendum che ha siglato la vittoria della Brexit, per “i mercati sembra sia cambiato tutto, ma se guardiamo ai fondamentali dell’Italia e del sistema bancario italiano sono i meno esposti rispetto al rischio Brexit”. Parola di Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ ABI, in occasione della presentazione del Global outlook dell’Istituto affari internazionali.
“L’esposizione del settore bancario verso le istituzioni finanziarie della Gran Bretagna è assolutamente limitata e comunque inferiore a Francia, Spagna e Germania, ma per i mercati non è così. Sembra come se l’Italia dopo il voto sia stata travolta da un problema grandissimo”.
“Il problema delle banche italiane si chiamano crediti deteriorati e c’erano prima e dopo Brexit. E vedevano una cassetta degli attrezzi abbastanza fornita per gestire il tema. Ma i mercati la pensano diversamente. Cosa è successo? Poco o niente. Il problema è che difronte alla crisi l’Europa risponde in maniera incerta, ambigua e balbetta”. Secondo Sabatini, che ha fatto riferimento ai casi di Cipro, Grecia e anche alla crisi dei migranti:
“Non abbiamo imparato dalle crisi che abbiamo avuto”
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play