New York Times: “Trump? L’Italia capisce il nostro dolore”

6 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

LNEW YORK (WSI) – “L’Italia capisce il nostro dolore”. Con un titolo quanto mai emblematico, il giornalista del New York Times, Frank Bruni, ripercorre in un editoriale l’ascesa del candidato repubblicano, Donald Trump, paragonandola a quella di Berlusconi.

“L’Italia e’ un punto di osservazione affascinante” nel guardare al trambusto che percorre la campagna elettorale in corso per le presidenziali americane, ha sottolineato Bruni, mettendo in evidenza come in questo momento gli italiani osservano quello che sta succedendo  negli Stati Uniti “tirando un sospiro di sollievo e soddisfazione”. Il motivo? “Un altro paese sta mostrando la propria vulnerabilità’ ad un abbronzato, spesso ridicolo miliardario che fa promesse che non può’ mantenere”.

“Gli italiani guardano Trump come una sorta di Berlusconi”, ha detto Marco Ventura, ex portavoce del governo Berlusconi. “Ma il confronto e’ troppo facile”.

In realtà, Berlusconi – ricorda il giornalista – risultava piu’ affidabile:  i suoi sproloqui erano per lo piu’ concentrati sui giudici e comunisti, poco o nulla c’era di razzista. Quest’ultimo aspetto e’ invece molto presente nei discorsi di Trump, che prende di mira costantemente messicani e musulmani di Trump.

Bruni sottolinea inoltre che “sentimenti nazionalisti stanno facendo sempre piu’ presa sull’Europa, dimostrando il pervadere delle ansie sulle quali fa leva Trump e delle spinte sociali ed economiche dietro la sua ascesa”.

A questo proposito, Bruni menziona l’Austria che per poco non e’ diventato il primo Paese dell’Europa Occidentale ad eleggere un leader di estrema destra dopo la Seconda Guerra Mondiale. Cita la Gran Bretagna che sta per decidere se uscire dall’Unione Europea. Osserva che esiste la preoccupazione per un ritorno del fascismo.

Eppure – scrive – l’Italia “sembra placida” in questo contesto continentale: “Gli italiani si lamentano che Renzi ispira poco e ha poca immaginazione, ma per ora sembrano preferire questo a megalomania e avventatezza”.