Economia

“Nessun aumento Iva”, ma Tria non molla tetto deficit

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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria si conferma ancora una volta l’ago della bilancio del governo M5S-Lega. Ieri, il titolare del dicastero di Via XX Settembre ha scelto il Parlamento per spendere parole di mediazione sui vari fronti aperti in vista della presentazione della legge di bilancio.

Lo ha fatto confermando che non ci sarà nessun aumento dell’Iva, così come invocato da Matteo Salvini e Luigi di Maio, e al contempo ribadendo che nella manovra ci sarà spazio per gli interventi messi nero su bianco nel contratto di governo. Ma tutto questo avverrà anche con gradualità perché occorre salvaguardare il necessario equilibrio dei conti.

Entrando nel dettaglio della manovra, Tria ha poi spiegato che “parlare di pace fiscale non significa varare un nuovo condono”. Piuttosto significa “fisco amico” e “incremento della tax compliance”, con “iniziative di aiuto ai cittadini in difficoltà”.

In merito al capitolo reddito di cittadinanza, Tria ha detto:

“Sono in corso da tempo approfondimenti tecnici delle amministrazioni coinvolte sulla configurazione della misura e sulla definizione della platea dei destinatari in linea con le indicazioni del contratto di governo”, ha detto inoltre sul reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda le misure della manovra e il reperimento delle risorse per attuarle:

“il governo procederà all’individuazione degli ambiti di intervento in sede di predisposizione della Nota di aggiornamento al Def. In quella sede sarà definito il quadro delle diverse misure del contratto di governo che troveranno attuazione nel disegno di legge di bilancio”.

E l’impegno a mantenere la barra dritta sarebbe stato confermato dal titolare del Tesoro, ma anche dal premier Giuseppe Conte, proprio in questi giorni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso di alcuni colloqui telefonici. Ieri, al termine del vertice informale Ue di Salisburgo, lo stesso premier italiano torna sulla questione Iva:

“Non abbiamo mai contemplato di aggravare la posizione dei contribuenti”.