Neomamme costrette a lasciare il lavoro: boom di dimissioni

9 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Con l’arrivo del nuovo anno, arrivano anche una serie di agevolazioni pensate dal Fisco per le famiglie. Si va dallo sconto fiscale per metro, treni e scuolabus alla detrazione per gli studenti con disturbi di apprendimento, fino al bonus per gli strumenti musicali e al bonus bebè, ma tutto questo non sembra bastare.

In un paese in cui sono sempre di meno i bimbi nati ogni anno, per i pochi coraggiosi il boccone da mandare giù è molto amaro. Sono 37.738 mila le dimissioni volontarie registrate in Italia per i genitori con figli fino a 3 anni di età.

A fornire il dato l’Ispettorato nazionale del lavoro secondo cui le donne che si sono licenziate sono state 29.879 e tra le neomamme 5mila e 261 sono passate ad altre aziende mentre le restanti hanno deciso di abbandonare il lavoro e dedicarsi alla cura dei figli. Una scelta dettata dalla mancanza di nidi e dai costi troppo alti per l’iscrizione.

I numeri più alti si registrano in Lombardia dove le dimissioni convalidate dalla regione sono 88 di cui 3757 sono dovute al passaggio ad altra azienda, ma tutte le altre (5.093) sono legate a motivi familiari. Seimila e 767 donne si sono licenziate per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti disponibili a curare il neonato e elevata incidenza dei costi di assistenza.

Ma c’è un altro dato che emerge dai numeri forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro che preoccupa e riguarda le donne che guadagnano meno. Sono proprio queste con impieghi meno remunerativi costrette a lasciare il lavoro: tra operaie e impiegate, infatti, si arriva a 28.102 convalide, mentre quelle di dirigenti e quadri sono state solo 680.