Nell’era Trump, investitori esteri scaricano debito Usa

13 Febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Da Tokyo a Pechino, passando da Londra. Nell’era della Trump, i più grandi creditori stranieri stanno perdendo l’appetito evidenziato negli ultimi anni per le emissioni di Treasury Bond degli Stati Uniti.

Qualche numero per capire.  Nel mese di dicembre, gli investitori giapponesi, i più grandi detentori di titoli del Tesoro Usa, hanno abbattuto la loro partecipazioni al ritmo più alto in quattro anni, In particolare, secondo i dati del Ministero delle Finanze, gli investitori nipponici hanno ridotto la loro partecipazione al debito Usa di 2,39 trilioni di yen (21,3 miliardi di dollari).

I giapponesi non sono tuttavia i soli a ritirarsi da un mercato che oggi vale circa 13,9 trilioni di dollari. Anche la Cina, che possiede circa 1 trilione di Treasuries, continua a vendere a piene mani da maggio.

Che a pesare siano le prospettiva di aumento del deficit, dell’incremento dell’inflazione sotto il presidente Donald Trump o dei alti tassi di interesse da parte della Federal Reserve, il mercato del debito più sicuro al mondo sembra aver perso appeal.

Come sottolinea un articolo di Bloomberg,

“Nessuno sta dicendo che gli stranieri abbandoneranno le obbligazioni americane tutti insieme. Dopo tutto, il debito nelle mani degli investitori stranieri è pari a $5.94 trilioni, circa il 43 per cento del totale (in calo dal 56% del 2008)”.

Tuttavia,

“Può essere più difficile del solito per i giapponese investire in titoli del Tesoro e il dollaro questo anno a causa di incertezza politica”, ha detto Kenta Inoue, capo strategist per gli investimenti obbligazionari esteri presso Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities a Tokyo. “I rendimenti del Tesoro rischiano di salire rapidamente nel prossimo futuro, continuando a scoraggiare i compratori”.

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