Nel 2015 l’Ipo record della storia: verrà dal Giappone

19 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il Giappone pronto a superare la Cina nel mercato dell’Ipo. Quest’anno, sulla borsa di Tokyo potrebbe infatti presentarsi una matricola che ha tutti i presupposti per battere quella del gruppo cinese Alibaba, considerata la più grande del mondo nella storia.

Nei corridoi dell’alta finanza di Tokyo non si fa che parlarne: c’è grande attesa per lo sbarco in borsa di Japan Post Holdings, il colosso che combina il servizio nazionale postale, nella mani dello stato, con i maggiori servizi bancari di risparmio e di assicurazione. Soltanto la sua divisione finanziaria gestisce asset per un 205 trilioni di yen, l’equivalente di $1,71 trilioni ($1.710 miliardi) – stando ai dati di dicembre – praticamente un terzo circa dell’intero Pil annuale del paese.

Forti sono state le resistenze al progetto di privatizzazione, e non solo per il valore del fatturato di Japan Post, ma anche perchè il colosso è di fatto il principale datore di lavoro del Giappone. Alla fine, a causa del debito monstre del paese, il governo ha deciso di agire, puntando a un smobilizzare forse in autunno la sua quota per un valore di 4 trilioni di yen, o $33 miliardi (dunque superiore ai $25 miliardi dell’Ipo di Alibaba). I fondi sono stati già destinati al processo di ricostruzione ancora in atto nell’area nord-orientale distrutta nel 2011 dal terremoto e dallo tsunami.

Tuttavia, i dettagli non sono ancora noti e, secondo il Nikkei Asian Review, invece di uno sbarco potrebbero essercene ben tre: quello di Japan Post Holdings, e separatamente delle sue controllate Japan Post Bank e Japan Post Insurance.

Tra le grandi Ipo attese per il 2015, grande attesa anche per il debutto di Line, l’App di messaggistica e di telefonate gratis più utilizzata in Giappone, spesso messa a confronto con WhatsApp e WeChat. Lo sbarco è previsto sulla borsa di Tokyo, ma Line è al momento di proprietà di una controllata della società sudcoreana Internet, Naver.

Fonte: Marketwatch