Negozi chiusi la domenica: a rischio 13% ricavi e 90mila posti di lavoro

18 Dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Se dal prossimo anno i negozi rimarranno chiusi la domenica si registrerà un taglio netto di 34 miliardi di euro del fatturato annuo del retail, pari a una flessione del 13 per cento. Questo quanto emerge da uno studio realizzato da Bain & Company per Confimprese che mette in luce le conseguenze economiche della proposta avanzata dai Cinque Stelle sullo stop alla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi.

Se oggi i negozianti hanno massima libertà e possono tenere aperti le domeniche e nei giorni festivi, con l’obbligo di chiusura dei negozi per 40 domeniche l’anno promossa dai Cinquestelle,  peggiori saranno le ripercussioni sugli addetti  sui cui si paventa il rischio di 90mila esuberi, di cui 70mila lavoratori nel commercio al dettaglio, prevalentemente addetti alla vendita impiegati dalla grande distribuzione e dalle insegne anche quelle minori del commercio moderno, e 10mila persone nell’ambito commercio all’ingrosso. Allargando gli effetti sull’indotto, dalla ristorazione al trasporto pubblico, passando per la vigilanza, la logistica, le pulizie,  ci sono altri 10mila posti a rischio. rosso.

Al Governo chiediamo semplicemente un “non fatelo”. Se la misura passerà salteranno almeno 90mila posti di lavoro con un calo dei consumi del 12 per cento.  Il Paese è a un passo dalla recessione economica e ancora parliamo di chiudere i negozi le domeniche. Come possiamo fare ripartire i consumi, che sono al palo, adottando una misura recessiva che ci fa tornare indietro di vent’anni?.

Così rimarca Mario Resca, al vertice di Confimprese. Ma c’è un altro aspetto da considerare che mette in luce sempre lo studio Bain-Confimprese: a beneficiare della normativa saranno i negozi on line e quindi l’effetto per l’e-commerce si annuncia nullo.